Dalle Dolomiti a Finisterra, Maggio 2017

Dalle Dolomiti a Finisterra

Premessa

Questo viaggio di 17 giorni in camper è frutto di una preparazione personale con ricerche su Google e l’apporto di precedenti esperienze di camperisti ai quali o “sottratto” alcuni preziosi suggerimenti. Dove ho potuto ho corretto alcune inesattezze determinate molto probabilmente dal trascorrere del tempo in cui questi viaggi sono stati vissuti e raccontati (2001 e 2006).

Alcune precisazioni preliminari: non giudicatemi un pidocchioso, ma ho cercato di evitare il più possibile le Autostrade sia francesi che spagnole per tre buoni motivi: 1) le alternative sono strade molto comode (almeno nella maggioranza dei casi); 2) il consumo di carburante solo leggermente superiore pareggia abbondantemente il costo dei pedaggi particolarmente cari sin in Francia che in Spagna; 3) il paesaggio e le opportunità che la strada normale ti offre, sono negate nei grandi nastri d’asfalto a pagamento.

Parto con mia moglie Giuliana e i miei due cani (Matisse e Wisky, due meticci di mezza taglia) a bordo di un Elnagh Duke 55 mosso da motore Fiat 130 multijet da 230 cavalli del 2012.

Per comodità espositiva le foto a corredo sono in fondo al diario.

I commenti personali sono riportati in corsivo per cui il loro valore è strettamente soggettivo.

Partenza 11 maggio 2017 da Feltre (Belluno).

 

Diario

1° giorno:

Partenza ore 9:00 con direzione San Remo Km. 570 (sul contachilometri km. 58.190, alla fine del viaggio segnerà km. 64.080 con un totale di km. 5.890). Ovviamente utilizziamo l’autostrada (Vicenza – Brescia –Piacenza – Novi Ligure – Ventimiglia con uscita San Remo); in fondo alla discesa, sulla via Aurelia, al semaforo girare a destra (direzione Ventimiglia) e dopo un chilometro sulla sinistra, appare l’area sosta “La Foce”. Altro non è che un terrapieno rubato al mare per la sosta dei carriaggi, ma l’amministrazione comunale lo ritiene molto più proficuo adibirlo alla sosta dei camper. Non è cambiato nulla dagli anni passati: polveroso, sporco, servizi igienici inesistenti, camper service fatiscente, con una grande vista sul mare, ma soprattutto con una quota d’ingresso giornaliera più che raddoppiata rispetto a qualche anno fa € 15,00. Non ci sono alternative, almeno a San Remo. Lo spettacolo della costa illuminata di sera, con una passeggiata verso il centro attraverso una comodissima pista ciclabile ricavata dal vecchio tracciato della ferrovia che lambisce l’area sosta, è da non perdere e ripaga della pochezza riservata a noi “nomadi” nell’area parcheggio.

2° giorno:

Dopo il rifornimento (prima di entrare in autostrada) ripartiamo con direzione Narbonne Km. 470. Per evitare il caotico tratto di Costa Azzurra da Mentone a Cannes (passando per Montecarlo e Nizza) decido rimanere in autostrada (francese) ben sapendo cosa mi aspetta: 3 caselli autostradali ravvicinati, carissimi per percorrere solo km. 27 (dalla frontiera a Cannes appunto) ti spillano in sequenza € 3,50 - € 5,10 - € 6,90 senza contare che se non sei accorto ad avere moneta sufficiente devi infilare banconote o carta di credito; recuperare il resto o la stessa carta diventa una impresa titanica perché le fessurazioni sono comode per gli automobilisti (basse) e i camionisti (alte), ma non certamente per noi camperisti che non possiamo nemmeno aprire lo sportello per operazioni più agevoli.

Esco a Cannes ed avendo impostato il navigatore per strada normale mi affido a lui facendo però un errore che non ho ripetuto al ritorno: direzione St. Raphael sulla D N7; strada paesaggisticamente interessante attraverso boschi freschi ed invitanti, ma tutta curve per 25 interminabili chilometri percorsi in terza marcia con rari brevi tratti in quarta. Ovviamente prima in salita e poi in discesa con il piede spesso sul freno. (è poco frequentata e se ne comprende il perché).

Dopo Frejus la D N7 diviene scorrevole.

Arrivo a Narbonne verso sera (sono proprio stanco di guidare con quasi 1.000 chilometri in due giorni!).

Area Narbonne: N 43.180545 – E 3.022731; area a pagamento con solo carta di credito o bancomat; costo € 9,00 al giorno che comprende allaccio elettrico; il camper service (sempre con carta credito o bancomat) ha un costo aggiuntivo di € 3,00. Sosta adatta per la notte, relativamente tranquilla, illuminata, senza servizi igienici e docce con a ridosso la fermata bus per visitare la città essendo a circa 2 km. dal centro. Personalmente non ho utilizzato questo servizio.

 

3° giorno:

Di buon mattino (dopo aver pagato la sosta) riprendiamo il viaggio direzione Poblet (indicaz. Stradali Perpignano sulla D6009 – D900, poi D 614 – D 16 e N 26 con indicaz. Tarrega/Poblet in Spagna sulla N 260) Km. 360.

p.s. Ho fatto rifornimento di gasolio (oltre frontiera) al fantastico prezzo di € 0,963 al litro, anche se devo ammettere che in tutta la Spagna il prezzo del carburante al litro oscilla tra € 1,106 e € 1,230 evitando quelli il cui il prezzo è superiore a € 1,300 (proporzionalmente pochi e tutti vicino ai grandi centri urbani o sulle autovie)

Il parcheggio al Monasteiro di Poblet N 41.37999 – E 1.08030 (N 41°22’48” – E 1°04'492) è dinanzi al complesso monastico. E’ un semplice parcheggio gratuito (enorme) senza alcun servizio (solo presenza contenitori per la raccolta differenziata rifiuti). Immerso tra vigneti e dolci colline, è luogo ideale per passare la notte. Il complesso merita ampiamente la visita con la sua chiesa gotica e il suo chiostro (€ 4,50 ingresso per gli over 65 come noi); gli orari della visita con guida in spagnolo sono ogni ora e durano circa 40 minuti. Alla biglietteria però ci sono i depliant in italiano. (Foto 1 e 2)

4° giorno:

I rintocchi delle campane ci danno il benvenuto di buon mattino.

Partenza per Alqueazar km. 145; le strade anche se non più “autovia” (una sorta di autostrada non a pagamento) rimangono belle, comode e con pochissimo traffico.

Le aree a parcheggio (relativamente nuove e molto comode) sovrastano lo splendido borgo di Alqueazar N 42.17103 – E 0.0228. Gratuite e senza servizi. Visitare questo splendido borgo che conserva intatto il fascino del tempo che scorre lento, è esperienza da non perdere. Piccole botteghe, ristorantini a menù turistici con prezzi abbordabilissimi (€ 12/13,00). (Foto 3)

Lo abbandoniamo a malincuore dopo due ore di visita: il programma di viaggio prevede una tappa a Riglos, ma soprattutto la ricerca di un camping per camper service e una meritata doccia confortevole dopo quattro giorni di viaggio.

Alqueazar – Riglos Km. 95.

A Riglos siamo proprio sotto i famosi birilli che in spagnolo chiamano “Los Mallos”: autentiche pareti verticali di roccia alte svariate centinaia di metri che sovrastano la valle (un autentico paradiso per palestre di rocciatori; ne ho contati almeno una decina scorti con il binocolo). Per noi abitanti delle Dolomiti abituati a scenari unici al mondo, pur risultando particolari e suggestive, sono apparse meno affascinanti rispetto alle emozioni di altri turisti non abituati a queste meraviglie naturali. Meritano ampiamente una visita!  (Foto 4)

Ripartiamo con direzione Artajona – Puente la Reina cercando un campeggio. A 8 chilometri da Riglos, a Murillo de Gallego, individuiamo il camping “Armaygal”; scelta abbastanza infelice: non prevede il camper service - tutto sotto gli ulivi (con piante basse e poco adatte ai veicoli ricreazionali e forse per questo i servizi per noi sono inesistenti) - piazzole mal definite - disponibilità elettrica (scomoda) con servizi igienici e docce sotto la media (Giuliana si è dovuta fare la doccia con acqua fredda) – scenario con Los Mallos a circa 3 chilometri in linea d’aria affascinante – utile per sosta tende ed appassionati di rafting sul torrente Gàllego o escursionisti amanti della natura – proporzionalmente caro con i suoi € 32,80 rispetto ai servizi resi. Temo che in quest’area i campeggi siano finalizzati a scopi escursionisti più che ai camperisti. Personalmente sconsigliato.

5° giorno:

Riprendiamo la strada direzione Artajona km. 80 su una strada tutta curve, ma comoda e scorrevole che fiancheggia un enorme bacino artificiale, dirigendoci sotto le mura della città: N 42.59286 – E 1.76670 è un parcheggio asfaltato, gratuito, sotto il sole, senza alcun servizio. Al centro della città murata, la chiesa di San Saturnino. Pace e silenzio sono sovrane; la piccola deviazione meritava la visita. (Foto 5)

Ancora km. 15 e siamo a Puente la Reina; visita d’obbligo per il famoso ponte passaggio obbligato per i pellegrini diretti a Santiago de Compostela (Foto 6)

Pochi chilometri e siamo a Pamplona Km. 24; ci dirigiamo verso l’area di sosta Berrizoar N 42.84028 – W 1.66528 con possibilità del camper service; prima sorpresa: il distributore di acqua ed elettricità è a gettone, ma per turisti imbranati come noi, non vi è alcun chiosco a cui accedere con le informazioni.

Incrocio casualmente una signora che parla correttamente francese e mi spiega che i gettoni si acquistano presso un centro sportivo a 10 minuti di strada da lì (che razza di sistema è quello di offrire un servizio in cui per accedervi, devi percorrere mezzo chilometro a piedi?). Avendo visto un parcheggio antecedente a quello in cui sostavano altri camper, decidiamo di ridurre il tragitto alla ricerca del fatidico gettone, spostandoci con il veicolo. In effetti presso un centro polifunzionale ottengo con € 2,20 un gettone per accedere al rifornimento acqua. Scopriamo che i cani non sono accettati sui servizi pubblici e che il centro di Pamplona e a oltre tre chilometri.

Con il prezioso gettone, ritorniamo all’area Berrizoar, scoprendo (ne sono certo) che i 100 litri d’acqua promessi non sono tali; il rubinetto gocciola e per non gettare l’acqua, con un contenitore dissetiamo i cani con le perdite dell’erogatore. Valuto inoltre che se avessi avuto bisogno di corrente, questa mi veniva garantita solo per un’ora, con un altro gettone ovviamente ed una unica presa (proprio un sistema pensato da qualcuno che i camper li ha visti solo in fotografia!).

Decidiamo l’avventura: senza riferimento alcuno ci dirigiamo con il camper verso il centro città e con un po’ di fortuna riesco a parcheggiarlo in un’area a pagamento parallelo alla strada scoprendo successivamente essere a oltre un chilometro dal centro storico (“Casco Antiguo”). La pianta turistica della città (ottenuta ovviamente all’Ufficio Turistico in pieno centro) mi ha aiutato per visitare il Palazzo comunale (foto 7) – Cattedrale di Santa Maria (chiusa) – La Ciutadela - plaza Castillo e Rincon del Caballo Blanco (foto 7/a); di fatto oltre che trasformare i nostri piedi in veri catamarani, Pamplona non ci ha entusiasmato, né per l’aspetto generale, né per le attrazioni di richiamo. Se vi aggiungiamo i contrattempi legati ai servizi dell’area di sosta in tanta di malora, il consiglio che posso dare spassionatamente è: impostate il navigatore su Rio Arga (dove c’è un grande parcheggio vicinissimo al centro storico) e solo successivamente andate all’area di sosta Berrizoar che comunque è tranquilla ed adatta per la notte non dimenticando che se avete bisogno dei gettoni per i servizi probabilmente non li otterreste né la sera dopo un certo orario e forse nemmeno nei giorni festivi.

6° giorno:

Partiamo da Pamplona con meta Bilbao; km. 152 per l’area di sosta Monte Kobeta N 43°15’35” – W 2°57’49”; area a terrazze che sovrasta la città di Bilbao con un panorama sia diurno che notturno veramente splendido. Dotata di due comodi camper service, Wc, illuminazione e attacchi per corrente elettrica. Costo € 15,00 totali per una notte. A cento metri sotto l’area di sosta un servizio pubblico di autobus (linea A/R n. 58) con cadenza ogni 15’, offre la possibilità di visitare la città al modico costo di € 1,50. Attrattive sono il Duomo gotico (il suo chiostro € 2,00 per la visita con depliant in italiano) - il Museo Gugghenim - un po’ decentrato (scomodo a piedi, ma ben servito dalla metro con fermate a Getxo o Portugalete in base alla sponda de fiume che utilizzerete) il puente Vizcaya da cui si gode, salendovi un panorama meraviglioso della città. Tutto il centro storico, con le sue viuzze e i suoi negozi, è un piccolo paradiso per i turisti. Abbiamo pranzato (e bevuto) assaggiando le tipiche “Tapas” alla onestissima cifra di € 13,70.

Bilbao, l’area di sosta e le comodità dei servizi sono una tappa da non perdere. (Foto 8 – 9)

7° giorno:

Lasciando Bilbao, ci dirigiamo verso Santillana de Mar, km. 148 (sulla N 634 e poi N 611); il parcheggio formato da un ampio piazzale acciottolato a pagamento (da € 0,25 a € 3,00, ma € 1,50 sono più che sufficienti per visitare la piccola cittadina) è alle coordinate N 43°23’12” – W 4°06’28”. Santillana De Mar è un piccolo gioiello medioevale in cui apprezzare non solo l’architettura dei suoi edifici, ma acquistare prodotti tipici locali come il famoso cioccolato. Non aspettatevi però che siano a buon mercato: come tutte le eccellenze ovunque prodotte, la qualità ha un costo. (Foto 10)

A km. 17 c’è Comillas. Non abbiamo utilizzato l’area di sosta alle coordinate N 43.38734 – W 4.28714 in quanto il tempo inclemente ci ha permesso di godere un fronte mare deserto e una cittadina sotto gli ombrelli.

Riprendiamo il viaggio perché la meta è Capo Penas a km. 158 da Comillas. Le strade si fanno sempre più strette ed arriviamo all’area di sosta adiacente al faro N 43.654824 –W 5.848889 immersi nella nebbia con una pioggerellina fitta e gelata che non ci aveva più abbandonato da Comillas. L’area è gratuita e senza alcun servizio e quella notte siamo soli in quel parcheggio deserto con il sibilo del vento ed il ticchettio della pioggia. Fortunatamente però il mattino seguente il vento allontana le nubi cariche di pioggia lasciando ampi squarci d’azzurro nel cielo, e rende possibile vedere in che paradiso naturale eravamo giunti. Abbiamo dedicato tutta la mattina ad una lunga passeggiata sui sentieri a strapiombo sul mare in mezzo ad una flora magnifica. (Foto 11)

8° giorno:

Lasciamo a malincuore quel paradiso naturale di Capo Penas, sapendo però che avremmo raggiunto una delle mete più suggestive del viaggio: Praia das Catedrais a km. 170 (percorrendo la AS 328 e poi N 632); l’area di sosta (mista e gratuita) praticamente sovrasta la scogliera (alle coordinate N 43.55291 – W 7.15924). Ci siamo giunti con la bassa marea, per cui è stato possibile, attraverso una breve scalinata scendere sino sulla spiaggia dove ammirare questi giganti scolpiti dalla forza della natura. Alcune indicazioni di precedenti equipaggi ci ammonivano sulla necessità di poter accedere alla spiaggia (ovviamente in periodo di bassa marea) solo su prenotazione con alcune difficoltà. Sarà perché eravamo a metà maggio, sarà perché il tempo era incerto e quindi non favoriva una massa esagerata di turisti, comunque noi non abbiamo avuto alcuna difficoltà per accedervi. Un viaggio sulla costa nord della Spagna non può non includere questa meta fantastica! Attenzione che i cani non sono ammessi alla spiaggia. (Foto 12 – 13)

Pur potendo trascorrere la notte su quell’area, decidiamo di proseguire il viaggio per avvicinarsi alla penultima meta ad est della Spagna: Santiago de Compostela km. 170.

Durante il trasferimento sulla N 634, attraversando il paesino di San Claudio, notiamo sulla sinistra una piccola area pic-nic con tanto di fontanella, panchine e illuminazione pubblica. Il tutto ovviamente gratuito. Meta ideale per trascorrervi la notte!

9° giorno:

Con il navigatore impostato con coordinate N 42°53’44” – W 8°31’54” all’area di sosta mista “Aparcadoiro” in Rua de Manuel Marta a Santiago, ripartiamo. Costo € 3,50 per l’ingresso che prevede sosta giornaliera e camper service e € 12,00 (sempre comprensivo di camper service) per trascorrervi la notte dalle 8:00 alle 20:00; no elettricità. Alcuni commenti di precedenti equipaggi su quest’area non erano positivi; certo! E’ una area asfaltata, totalmente al sole, molti autisti di pullman lavano i loro veicoli in sosta, ma la cortesia del personale all’ingresso, il rapporto qualità/prezzo, la vicinanza al centro storico e quindi alla Basilica, personalmente la fanno ritenere più che adeguata. Per completezza (anche se non vista e utilizzata) esiste un’altra area a Milladoro N 42°50’43” – W 8°34’51” a 5 km. (senza elettricità e gratuita) con servizio bus ogni 15’ per Santiago.

Tornando alla nostra area di sosta, se uno non vuole percorre a piedi (25 minuti di passeggiata) il chilometro e mezzo per raggiungere il centro, a 100 metri con il bus n. 1 risolve alche questo piccolo disagio (€ 1,00 e sempre senza cani).

Il primo giro lo facciamo a piedi (con l’aiuto di una piantina offerta dal personale dell’area di sosta) sino alla Basilica; curiosiamo un po’ nelle viuzze laterali con la promessa di ritornarvi nel pomeriggio da veri turisti.

Ci sono pellegrini ovunque: accampati con gli zaini che fanno loro da cuscino sulla grande piazza Obradoiro, turisti ovunque, suonatori di strumenti (alcuni bravissimi) lungo le vie del centro “Viejo”, botteghe di souvenir per qualsiasi tasca, ma soprattutto ristorantini che con prezzi abbordabilissimi propongono le specialità del luogo: il “Paeja” o pesce e carne per ogni palato. Nota di cronaca: abbiano cenato in due con soli € 24,00.

10° giorno:

Partenza per Finisterre, km. 88. Imposto il navigatore sulle coordinate N 42°54’40” – W 9°15’48” sapendo che mi condurrà su un terrapieno a strapiombo sull’Atlantico e a 200 metri dal faro di questo lembo di terra ove in passato si riteneva che il mondo finisse. Le strade per raggiungerlo non sono ovviamente rettilinee come le autovie, ma comunque sufficientemente larghe ed agevoli.

Il tempo è splendido, nessuna nuvola in cielo, un mare fantastico (Capo Penas offre però più possibilità di passeggiate), la foto di rito sul plinto che porta la conchiglia della fine del percorso dei pellegrini a Santiago e non da ultimo, sostare con il camper in cui la visione è l’oceano. Il sole è caldo, ma l’aria e fresca soprattutto la sera preannunciando una notte senza campane, senza rumori di città con il solo stridio dei gabbiani. (Foto 14 – 15)

11° giorno:

E’ domenica; l’idea di partecipare alla messa del Pellegrino nella Basilica di Santiago ci alletta. Imposto nuovamente il navigatore sull’area “Aparcadoiro” (N 42°53’44” – W 8°31’54”) e nonostante un errore di guida che ci immette nell’autostrada (Autopista in spagnolo) alle porte di Santiago facendomi percorrere ben km. 16 in più (€ 2,50) allontanandoci dalla meta, raggiungiamo comunque Santiago verso le 11.20.

Dopo la benedizione e l’aspersione con il “butafumeiro”, un turibolo enorme fatto oscillare lungo tutta la navata della basilica ripreso (credo) da tutti i fedeli presenti, ci concediamo in un altro ristorante il famoso “polpo gallego” (€ 30,00 per due persone; penso che in Italia con quella cifra te lo facciano vedere solo in foto!)

Nel pomeriggio lasciamo Santiago con direzione Ponferrada verso il parcheggio misto in Calle de la Loma. Vi è attigua una area camper con scarico e carico, ma i due “catorci” che vi sono parcheggiati ci fanno ritenere siano rom. Come noi devono aver pensato altri due equipaggi che hanno scelto di posizionarsi nell’enorme parcheggio attiguo evitando vicinanze sgradite.

A Ponferrada abbiamo visitato il Castello dei Templari (solo all’esterno perché l’ingresso è a pagamento con divieto di accesso ai cani!) e il borgo medioevale storico (carino, ma niente di eccezionale).

Ritornati al camper per la cena e per trascorrere la notte, scopriamo che quella domenica il Real Madrid aveva vinto il campionato e un susseguirsi di botti violenti a poca distanza dal parcheggio terrorizzano i nostri animali. Speriamo in una esuberanza passeggera, ma improvvise e distanziate tra loro, le esplosioni continuano. Esasperati decidiamo di spostarci e con nostra grande sorpresa scopriamo dall’altro lato della città (indicativamente a nord/est) comodissimi parcheggi enormi e deserti dinanzi ad una scuola e di fronte ad un centro commerciale con annesso parco pubblico. Concludendo: per visitare il Castello dei Templari ed il borgo vecchio il parcheggio in Calle della Loma va benissimo, per passare la notte, Ponferrada offre opportunità decisamente più ombreggiate e tranquille….

12° giorno:

Partiamo alla volta di Leon; km. 115 – l’unica area di sosta comoda per visitare il centro è in Avda Peregrinos n. 5; cooordinate N 42.60447 – W 5.58423 (N 42°36’16” – W 5°35’03”) ad un chilometro dal centro, a parcometro (con € 3,05 sosta 4 ore e controlli frequenti da parte della Polizia Locale); camper service gratuito? (non notato e di cui non mi sono ovviamente servito). Per evitarvi sorprese preciso: la Cattedrale gotica di Leon è una delle attrattive più belle che la città può offrirvi. Arriviamo di fronte ad essa alle 11.15 di un lunedì mattina. Cancelli sbarrati e alla biglietteria mi avvisano che c’è una funzione religiosa in corso, per cui se voglio posso con € 9.00 visitare i solo chiostro oppure attendere le 12.30. Decidiamo di tornare il pomeriggio dopo pranzo. Puntualmente alle 14.25 sono nuovamente davanti alla biglietteria, ma sta chiudendo! Riaprirà alle 16.00. E’ vero che non eravamo ancora stati a Lourdes, ma capirete lo sconcerto avendo in programma di arrivare a Burgos quello stesso giorno. Risultato: ci siamo accontentati di fotografarla da fuori e goderci una passeggiata per le vie di Leon che sono eleganti ritornando al camper prima della scadenza del parcometro (alle 16.15). (Foto 16 - 17)

Ripartiamo con meta Burgos; km. 180 impostando il navigatore per il Camping Fuentes Blancas N 42°20’26” – W 3°39’28”; attenzione perché hanno modificato la viabilità ed il mio navigatore (non aggiornato) prevedeva il transito in una via divenuta pedonale. Riusciamo ugualmente a sopperire al problema. Il campeggio è a 3 chilometri dal centro di Burgos ma al suo esterno c’è l’autobus che porta direttamente in piazza di Spagna. Gli orari non sono comodissimi (tre corse in tutta la mattina e altrettante il pomeriggio per il ritorno: indicativamente 9.30 andata, 18.30 ritorno al costo di € 1,00).

Il campeggio è molto ben organizzato, all’ombra, con tanti gruppi servizi, attività di divertimento attigue, piscina, camper service, elettricità, mini golf, ecc.. Attenzione perché le prese elettriche sono ancora quelle usate durante la guerra con la Serbia in Croazia: prese universali UNI europee non vanno bene. Necessita una presa normale senza polo di terra (2 spine per capirci modello W220 vecchio). Se si esclude questo particolare valuterei questo campeggio il migliore visitato con rapporto qualità/prezzo molto buona. Speso € 28,39 (€ 6,00 per i due cani).

13° giorno:

Prendiamo l’autobus delle 9:30 scendendo in piazza di Spagna (chi possiede le biciclette può sfruttare una pista ciclabile attigua al campeggio che porta in centro). In poco più di dieci minuti siamo dinanzi ad uno dei capolavori più belli dell’arte gotica europea: l’imponente Cattedrale. Con € 7.00 viene fornita l’audioguida (in tutte le lingue comuni europee). Ci rendiamo conto che se ascoltassimo tutto, compresi gli approfondimenti di ogni singolo particolare non credo basterebbero 4 ore. Non va dimenticato che questo capolavoro iniziato nel 1200 ha subito miglioramenti ed estensioni per più di 400 anni in cui vi hanno lavorato artisti sia gotici che rinascimentali. (Foto 18 – 19 – 20 - 21). Mi spiace aver perso l’opportunità di visitare la Certosa di Miraflores che si trova vicinissima al campeggio (15 minuti a piedi); dicono sia meravigliosa! Un viaggio come questo con i cani (senza far loro una colpa), condiziona notevolmente: niente mezzi pubblici, soste ombrose dove lasciarli sul veicolo per le visite a chiese e chiostri, tempistica per le loro necessità, ecc.. Per dovere di cronaca e per chi volesse recarsi in centro a Burgos senza sfruttare il campeggio, esiste il parcheggio vicino al centro a pagamento in piazza Santa Teresa ( N 42°20’26” – W 3°41’38”).

14° giorno:

Ripartiamo dal Camping Fuentes Blancas con direzione Francia attraverso il Passo di Roncisvalle. Km. 230 sino a Pamplona. Altri 70/80 km. per arrivare al confine con strada tutta curve ed in discesa dal passo di Roncisvalle. A Saint Jean Pied de Porte (inizio francese del cammino per Santiago di Compostela) c’è una area a pagamento sterrata (strapiena al nostro arrivo). Decidiamo per l’avventura: proseguiamo con direzione Lourdes in cerca di un parcheggio libero non lontano dalla direttrice di marcia. Lo individuiamo dopo un’ora di strada nella pianura francese. Sono già le 20,30 (sto guidando ininterrottamente da quasi otto ore escludendo le brevi soste tecniche e quella del pranzo). Scopriamo solo al mattino di esserci accampati in una area visitatori di una azienda nelle vicinanze di un polo industriale: l’aria al mattino seguente è peggiore di quella di Milano d’inverno. Parcheggio gratuito e tranquillo. ( non si può avere tutto!)

15° giorno:

Con una ora di viaggio dal parcheggio di fortuna trovato, raggiungiamo Lourdes in Boulevard du Lapacca N 43°05’54” – W 0°02’31”; è un semplice parcheggio gratuito fronte strada (ci sono i servizi igienici);  il pellegrinaggio alla Basilica è estremamente comodo (non più di 400 metri). (Foto 22)

 

Con questa meta, di fatto il nostro viaggio era concluso.

Sulla strada del ritorno, per chi lo desidera riporto alcuni riferimenti interessanti (meta di altri nostri precedenti viaggi): Carcassonne (città murata con ottime soluzioni per la sosta anche sotto le mura); Tolosa con ” Camping le Rupé” in Chemin du Pont de Rupé N43.65599 – E 1.41554 (lontano dal centro); Avignone (da sola merita almeno due giorni di vacanza) con comodi camping sulle rive del Rodano. Tutta la Camargues: Agues Mortes un borgo medioevale graziosissimo e pieno di vita anche per gli amanti della buona cucina (complicato per parcheggiare camper!); Arles con la sua arena e la corrida domenicale (periodo estivo) non cruenta,  i suoi dintorni che videro Van Gogh ritrarne i paesaggi, (l’ area camper è ai bordi del Rodano); Stes Marie de la Mer con la chiesa millenaria meta di tutti gli zingari che qui venerano la loro regina (ottime possibilità di parcheggio a pagamento); Aix en Provence (forse la meta che ci ha entusiasmato di meno anche se carica di storia e ottima per gli acquisti dei prodotti tipici della Provenza, non solo qui ovviamente).

(Mi sento di sconsigliare vivamente MARSIGLIA e dintorni, non perché sia una meta turisticamente sbagliata, ma le notizie sulla sua criminalità spesso nei confronti dei veicoli ricreazionali, presenta tanti – forse troppi – casi di intrusione anche notturna addirittura con i proprietari dormienti all’interno).

Per dovere di cronaca: ripartiamo da Lourdes con direzione La Ciotat al Camping Santa Giusta N 43°11’22” – E 5°38’42”; composto a terrazze sulla baia offre un panorama meraviglioso; ogni piazzola è dotata di una propria presa elettrica e un lavandino, per cui tutte le operazioni domestiche e quelle di carico acqua si possono effettuare senza spostare il veicolo; unica eccezione è lo scarico acque grigie che si trova all’esterno del camping; l’accesso al mare è molto comodo; ombreggiato; (i servizi lasciano un po’ a desiderare non per  la pulizia, ma per la pressione dell’acqua e la mancanza di miscelatori per la doccia). Il soggiorno nel camping (€ 8,00 per i cani) è costato € 35,30.

16° e 17° giorno:

Attraversiamo la Costa Azzurra: (a Cannes c’è il festival del cinema, a Montecarlo la vigilia del GP di F1 e questo spiega traffico intenso anche in autostrada). L’ultimo giorno di viaggio, ai piedi delle Prealpi, quasi incrociamo il Giro d’Italia di ciclismo che ci costringe ad una deviazione di sicurezza per non restare imbottigliati in qualche posto di blocco.  (Siamo già stati a Lourdes e tutto va per il meglio!)

Considerazioni finali: Giuliana non ha mai guidato. Un tour con questa cadenza di tappa, richiede persone che non soffrano particolarmente stress e tempi di guida decisamente importanti. Qualche giorno in più e alternanza alla guida, renderebbero sicuramente meno faticoso e più godibile anche il soggiorno in luoghi dove noi abbiamo forzatamente accelerato. Se aggiungiamo che la presenza dei nostri fedeli compagni di viaggio (Matisse e Wisky), ha condizionato alcune mete come chiese, chiostri, musei e servizi pubblici, comprenderete perché questo diario è carente nelle informazioni squisitamente turistiche.

Sperando di essere utile con qualche suggerimento per chi intenda percorrere il “Cammino di Santiago in Camper”, auguriamo a tutti soprattutto buona salute e splendidi viaggi in libertà.

Alessandro e Giuliana

 

 

C:\Users\primo\Desktop\Santiago\1 Poblet Monasteiro.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\1-15 chiostro.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\2-1 Alqueazar.JPG
1) Monasteiro di Poblet 2) Poblet il chiostro 3) Alquezar (panorama)
C:\Users\primo\Desktop\Santiago\3-1 Riglos.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\4-2.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\5-0 Puente la Reina.JPG
4) Riglos – Les Mallos 5) Artajona: San Saturnino 6) Puente la Reina
C:\Users\primo\Desktop\Santiago\6-1 Pamplona palazzo civico.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\6-3 mura.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\7-6 transetto.JPG
7) Pamplona: palazzo comunale 7/a) Rincon del caballo blanco 8) Bilbao: cattedrale
     
     
C:\Users\primo\Desktop\Santiago\7-15.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\8 Santillana de mar.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\10-3.JPG

9) Bilbao: panorama dall’area di sosta Monte Kobeta

10) Santillana de Mar 11) Capo Penas
C:\Users\primo\Desktop\Santiago\11 Plaja de catedras.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\11-7.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\12 Finisterre faro.JPG
12) Plaia des Catedras

13) Plaia des Catedras

 
14) Capo Finisterre
C:\Users\primo\Desktop\Santiago\12-1.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\13 Leon cattedrale.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\13-6 Guadì.JPG
15) Capo Finisterre 16) Leon : la cattedrale 17) Leon: palazzo Guadì
C:\Users\primo\Desktop\Santiago\14- Burgos cattedrale.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\14-4 cupola.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\14-19 chiostro.JPG
18) Burgos: la cattedrale 19) cupola centrale 20) il chiostro
C:\Users\primo\Desktop\Santiago\14-12.JPG C:\Users\primo\Desktop\Santiago\15-2.JPG  
21) cupola cappella laterale 22) Lourdes: basilica  

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